Hackeraggio contro il M5S: e se li avessero già individuati?

Mail M5s sotto attacco hacker, Garante: grave intrusione

Presidente Garante Privacy: ‘L’intrusione nella corrispondenza privata e la minaccia della sua pubblicazione, fatto grave anche sotto profilo penale’

25 aprile, 15:54

“L’intrusione nella corrispondenza privata dei parlamentari M5S e la minaccia della pubblicazione del contenuto delle email costituiscono fatti gravissimi, suscettibili di essere valutati, oltre che dal punto di vista della violazione del Codice privacy, anche da quello penale”. Lo ha detto all’ANSA Antonello Soro, presidente Garante Privacy.

“Sicuramente – ha proseguito il Garante per la protezione dei dati personali, interpellato dall’ANSA – costituisce una lesione della privacy il comportamento degli hacker che avrebbero copiato i contenuti delle email, ma potrebbero verificarsi delle violazioni anche da parte dei mezzi di informazione che si prestassero a ripubblicare i contenuti eventualmente resi noti dagli stessi hacker”. “Occorre infatti considerare – ha spiegato il presidente – che nelle e-mail è molto probabile vi siano anche informazioni legate unicamente alla vita privata dei parlamentari, magari sotto forma di fotografie e filmati. E il codice deontologico dei giornalisti in materia di privacy esclude che possano essere indiscriminatamente pubblicate notizie relative ad una persona per il solo fato che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche, richiedendo invece il pieno rispetto della loro vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul loro ruolo e sulla loro vita pubblica. Inoltre, considerata nel caso di specie la palese illiceità della raccolta, dovrebbe essere verificato se la pubblicazione da parte dei media anche di notizie relative alla attività politica e pubblica dei parlamentari coinvolti integri comunque una violazione”. Per i casi più gravi di violazione, il Garante può anche disporre il blocco dei trattamenti o vietare la pubblicazione dei dati da parte degli organi di informazione, ma l’eventuale adozione di provvedimenti tanto penetranti potrà essere valutata solo in seguito: per ora il Garante ha solo cominciato a raccogliere preliminarmente informazioni sul caso ed ogni decisione potrà essere assunta solo quando si avrà un quadro più chiaro sulla base degli elementi acquisiti.

di Teodoro Fulgione
Il M5S finisce sotto attacco degli hacker. Un gruppo che si definisce vicino al Partito democratico (si firmano “Anonymous Pd” ma il Pd ne prende le distanze) annuncia la pubblicazione online delle mail di Giulia Sarti, deputata bolognese, e lancia un ultimatum al movimento: “Continueremo finché Grillo e Casaleggio non diranno la verità sui guadagni realizzati attraverso la politica”. Il leader ‘a cinque stelle’ ed il cofondatore del Movimento non commentano subito. Mentre il gruppo del M5S alla Camera, preannunciando denuncia alle autorità giudiziarie, si affida ad un comunicato nel quale puntualizza che i parlamentari cinque stelle “non hanno nulla da nascondere”. “Non ci sono scheletri negli armadi né segreti a proposito dei redditi di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio”, si legge ancora. Anche il M5S scagiona il Pd, non credendo alla rivendicazione degli hacker. E’ giallo sui veri autori del furto di mail. Le ipotesi sono tante: oltre all’attacco esterno c’é anche chi, nelle stesse file dello movimento, ipotizza una “mano amica” che vuole colpire “una corrente rivale”. Insomma, un regolamento di conti interno. Ma la tesi più accreditata resta sempre quella del “tentativo di qualcuno che dall’esterno vuole dividere il M5S al suo interno”. In un primo momento Giulia Sarti sembra essere l’unica vittima dell’attacco hacker, ma nel tardo pomeriggio anche Stefano Vignaroli denuncia la pubblicazione online delle sue mail. Si tratta della pubblicazione della corrispondenza di due parlamentari della Repubblica, un reato grave. I due diretti interessati reagiscono con un video girato a Montecitorio. “E’ un atto di violenza, una estorsione e una intimidazione – affermano – Diamo fastidio ma non ci fermeremo. Diffidiamo chiunque a diffondere questo materiale”. Sarti e Vignaroli si affidano a “magistratura e forze di polizia”. Le mail – afferma L’Espresso che per primo ha pubblicato la rivendicazione dei pirati informatici – sono più di 7600 e tra queste ce ne sarebbero anche alcune inviate dallo stesso Beppe Grillo a militanti e parlamentari. La tensione tra senatori e deputati è fortissima. I parlamentari preferiscono non commentare l’episodio, anche perché per quasi metà giornata non si è ancora certi che il contenuto delle mail sia realmente accessibile. Ma lo è. “Molte delle corrispondenze hanno a che fare con l’attività politica e organizzativa del M5S, coi meetup e via dicendo – rivela L’Espresso – Ci sono anche mail che hanno come mittente il fondatore, Beppe Grillo”. Così alcuni ‘cinque stelle’ iniziano a sbottonarsi, rivelando che temono la pubblicazione di “conversazioni imbarazzanti sulla faida di Bologna”, teatro di alcune espulsioni eccellenti, o “commenti estremamente franchi su alcuni colleghi”. La corrispondenza pubblicata arriva fino al 18 aprile, cioé fino a pochi giorni fa. Una prova dura per il Movimento Cinque Stelle che, se si dovessero confermare le indiscrezioni sui contenuti delle mail dovrà mostrare di avere molto compattezza. In serata la notizia che la procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla vicenda. L’indagine è affidata alla polizia postale e punta a individuare i computer dai quali è partita la violazione delle mail.

Riteniamo che siano stati già scoperti, dall’efficientissima Polizia delle Comunicazioni, i “terroristi” che hanno voluto compiere questo atto gravissimo di attacco alle prerogative di intangibilità di onesti deputati e senatori. Facessero i bulli nel web con i delinquenti come loro. Aspettiamoci sorprese a ore.

La redazione di Leo Rugens