4°/La calunnia – L’Enigma di Telecom

Il 27 giugno 2012 (da poche ore avevo deciso di cominciare a difendere con questo blog non tanto il mio onore ma la Verità dei fatti rispetto a non poche vicende di cui ero stato testimone se non protagonista) pubblicavo il racconto Enigma relativo alla questione ( irrisolta?) delle intercettazioni telefoniche e ambientali che devono poter assistere la magistratura nelle investigazioni necessarie. Per un uomo anziano, in alcuni momenti, sembrano tre decenni i tre anni trascorsi, oppure, come accade con il gioco della memoria, mi sembra ieri che mi ponevo il dubbio di cosa stessi cominciando a dire e a documentare e se ffosse legittimo farlo. Dubitavo ma non mi rendevo conto che, in realtà, stavo lanciando un sasso nel nulla e verso nessuno. Dico questo nonostante la funzione del web che sembra capace di risolvere alcuni problemi di ghettizzazione o di lotta necessaria allo stereotipo, alla falsità, alla demonizzazione. Mi illudevo, almeno per quanto riguardava la mia vicenda personale e il fenomeno calunnioso che ancora mi riguarda.
Mai una volta che qualcuno mi abbia chiesto conto – nei tre anni successivi alla pubblicazione – di quanto il post (che oggi ri-bloggo) conteneva! Mai che abbia trovato qualcuno che letto il 4° post fosse andato a leggersi i primi 3 e così facendo apprendendo chi io in realtà sia stato. Mai che abbia trovato qualcuno (competente) che mi chiedesse delucidazioni sulle affermazioni fatte! Mai che abbia trovato un solo lettore capace di contestarmi le affermazioni documentate! Mai un provocatore saccente che mi dicesse che si trattava di fotomontaggi e non di originali quelli pubblicati a corredo del raccontino o di altre affermazioni fatte in altri post. Mai un testa di cazzo qualunque che mi dicesse invece come le cose erano andate realmente, smentendomi! Possibile mi chiedo – da allora – che nel mare magnum della rete non abbia mai trovato un dipendente, un collaboratore, un amico di un dipendente o di un collaboratore della Telecom di quei tempi capace di spernacchiarmi raccontando lui le verità di quegli avvenimenti? Possibile che non trovi, ancora oggi, uno capace di spiegarmi il senso di quel nome (Enigma) attribuito al progetto di centralizzare del sistema delle intercettazioni telefoniche? La verità è che se questo qualcuno “fiatasse” nel web sarebbe costretto a raccontare anche altro e, tra il resto, sarebbe costretto ad ammettere che ogni dettaglio dei miei racconti non solo era ed è vero ma che da allora la disinformazione  ha regnato intorno a questo tema strategico per la sicurezza dello Stato.  Oggi 27 maggio 2015, io sono ancora qui, perfidi (plurale) Amalek e voi costretti, nel groviglio bituminoso che vi è connaturato (ma mai in rete),  a calunniare uno troppo diverso da voi e odiosamente (per voi) capace di non mollare. A qualunque costo. Anche al prezzo di far volare quattro ceffoni e due calci in culo ben assestati come recentemente, nonostante i miei acciacchi, sono stato costretto ad appioppare all’imbecille filodiretto di turno. Mi firmo ancora una volta con il mio nome e cognome in attesa che i tanti vigliacchi nell’ombra trovino la virilità per attribuirsi pubblicamente le loro menzogne. Oreste Grani/Leo Rugens

Da oggi, che questo blog è mille volte più letto di quando ho cominciato (tenete conto che il racconto “Enigma” 3 anni addietro fu letto da poche decine di casuali visitatori), ho deciso di ripubblicare la mia storia, di consegnare biglietti da visita con l’indirizzo di questo luogo telematico e di aspettare – a piè fermo – ogni tipo di provocazione e di insulto. Almeno morirò soddisfatto o “rimborsato” dal momento che più povero e danneggiato di così ( e con me  le persone a me care) non posso essere.

Leo Rugens

Caro silente “utile idiota”, nella puntata precedente, ho usato la parola “raccontino”.

Non la riuso e, invece, omaggio te e i pochi lettori di questo sito, di un racconto breve: L’Enigma di Telecom.

Non l’ho scritto io ma, a suo tempo, l’ho ispirato e commissionato ad un intellettuale atipico (di cui per ora indico rispettosamente solo le iniziali A.P.) che, comprendendo il senso di una mia narrazione autobiografica, un giorno di alcuni anni addietro, mi consegnò il divertimento letterario che oggi dedico, inedito ad Alan Mathison Turing nei giorni del suo centenario: 23/6/2012.

Avevo programmato di fare ben altro a ricordo di quanto il genio matematico seppe fare per tutti noi durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Ho potuto solo indire e realizzare il convegno “Lo Stato Intelligente. I finanziamenti europei per l’innovazione e per la sicurezza”.

La tua scaltra ingerenza nella mia vita e l’uso che i…

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