Tic tac tic tac… il pasticcio kazako è sempre sul tavolo del Grande gioco

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Il perenne presidente kazako Nursultan Nazarbaev ha dichiarato nei giorni scorsi che ogni tentativo di ripetere nel paese “gli avvenimenti ucraini”, verrà stroncato “nella maniera più dura”. I kazaki, ha detto Nazarbaev, “non vogliono gli eventi ucraini; io lo so e contro coloro che li vogliono ripetere qui da noi, prenderemo misure rigorose. Che tutti lo sappiano; e dopo non venite a dire che non avevo avvertito”. Ora, scrive Pravda.ru, dato che Nazarbaev è al vertice del Kazakistan dal 1989, se deve incolpare qualcuno per la situazione creatasi, può farlo accusando solo se stesso. Ma quale è il nocciolo della disputa? Vedi articolo originale contropiano.org

Come rovinare all’anziano Presidente Nazarbayev l’ultima fase della sua esistenza se non ricordandogli che un anno fa a Torino presso il Salone del Libro il Presidente Mattarella stringeva la mano all’ambasciatore Yelemessov davanti alla sede dello stand del Kazakhstan “Energie superiori” mentre oggi non v’è traccia di presenze kazake al suddetto Salone? La risposta è presto data, ovvero ricordando al Presidente che alla Russia non va giù la sua intraprendenza e indipendenza – e così si spiegherebbe anche un autorevole romano dietro front rispetto all’appoggio improvvidamente prestato alla vicenda Shalabayeva.

Orbene, i simpatici compagni di contropiano.org, rimbalzando l’autorevole Pravda.ru sottolineano che a Mosca non va giù l’aspirazione del popolo kazako a raggiungere una autonomia piena, tanto è vero che, mestando nella figura del miliardario birraio” Tokhtar J. Toulechov prontamente arrestato dai kazaki (leggi post in Leorugens), hanno dimostrato che a Putin, il panturchismo kazako unito al filo occidentalismo, proprio non vanno giù. Del resto i kazaki festeggiarono apertamente l’abbattimento del caccia russo sul confine turco siariano.

Ebbene, va ricordato che una percentuale significativa della popolazione kazaka è russa, sicché a qualche stratega potrebbe anche venire in mente di sobillarla sul modello ucraino, a ribadire: oggi a me domani a te.

Stiamo a vedere, certi che il prigioniero Mukhtar Ablyazov langue ben protetto in un carcere francese, come francese era il personaggetto che si aggirava per lo stand kazako.

La redazione

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Il Presedente Mattarella stringe la mano all’ambasciatore kazako Yelemessov alla presenza del sindaco di Torino Fassino

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