26 gennaio 2006 ovvero quando ebbi l’onore di far cantare Charlette Shulamit Ottolenghi accompagnata da Alfredo Santoloci

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Nei momenti difficili (e questo per me lo è), vi consiglio di allungare lo sguardo verso vasti orizzonti. Serve a voi e alle persone che vi sono vicine e che vi devono sopportare se siete depressi e afflitti da legittimi, ma inutili timori. Sempre portando con voi in giberna che siamo noi stessi il tempo, mea res agitur.

Quando arriva il Giorno della Memoria, ad esempio, da alcuni anni mi ritrovo, viste le ristrettezze in cui vivo, a dover avere solo ricordo di quanto in passato ero solito, ideare, realizzare o sostenere, anche finanziariamente, perché il 26/27 gennaio non finisse nel dimenticatoio. Il giorno di per se e la tragedia che si portava dietro. Oggi, in questa chiave duplice (come affrontare psicologicamente i tempi difficili e non dimenticare il dolore dei fratelli ebrei violati dai razzisti) ho deciso di usare la data dell’anno prossimo come mio target personale: vi do appuntamento al 26/27 gennaio 2019, cominciando a lavorare da subito a cosa riuscirò a realizzare per quella data (ecco l’aiuto a me stesso) essendo mia intenzione riuscire ad abbinare qualcosa (un lavoro teatrale/una serata di musica/altro) legando lo spirito della Giornata della Memoria (il passato) con il 2019 (il futuro), anno in cui i lucani, in particolare, saranno al centro dell’attenzione del mondo culturale in quanto la loro Matera sarà Capitale/Città europea della Cultura.

Prenoto mentalmente quella giornata perché, in uno spazio teatrale (ad esempio), si possa, con una scuola romana, a quella data, dare corpo ad un lavoro dedicato alla Memoria ma consapevole anche di quanto, nel 2019, avverrà in Lucania.

È un primo abbozzo di idea e vediamo se funziona. Da questo momento comincerò a cercare soldi, anche grazie alla rete, con modalità che mai ho usato. C’è sempre una prima volta.

Oggi mi accontento di riprodurre alcune parti di quel tutto che riuscii a realizzare, il 26 gennaio 2006, nel Complesso monumentale di S.Spirito in Saxia, a Borgo S.Spirito 1 – a Roma, alle ore 20:30.

In particolare estrapolo due testi di canti dedicati ai bambini (Ninna nanna e  Un bimbo ebreo) che appunto furono recitati e cantati da Charlette Shulamit Ottolenghi, bravissima artista e interprete delicatissima, ora mi dicono definitivamente trasferitasi in Israele. Ci fu la partecipazione speciale di un musicista che oggi (eravamo nel 2006), se ho ben capito, dirige il conservatorio di Santa Cecilia: il maestro Alfredo Santoloci.

Ninna nanna (Wiegenlied).

Dormi, bimbo mio, dormi, io veglio su di te, tu sogna per me…Dormi, bimbo mio, dormi, io combatto per te, dormi, bimbo mio, dormi e sogna per me.

Un bimbo ebreo (Ein jiidisches Kind – Erika Taube Terezin 1942).

Sei un bimbo come tanti altri, come tutti i bimbi del mondo, come tutti i tuoi compagni di gioco, eppure sei un bimbo diverso.  Sei un bimbo senza Patria straniero in ogni città e così sarai finché una parola, Patria, non ti rianimerà, finché una parola Patria non sarà del tutto tua.

Oreste Grani/Leo Rugens nemico di Amalek e di tutti gli Amalek del mondo.

P.S.

A volte mi è stato dato dalla vita di arrivare prima, molto prima. Dicono quelli che mi vogliono bene: troppo, prima!

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