Il vecchio malandato Giggino Bisignani e gli spifferi da salotto

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Per spifferare, sussurrare, dire male ci vuole anche il fisico.

E mi riferisco all’ormai anziano e malandato Luigi Bisignani, anche lui detto Giggino.

Mi dicono che stia male. Ai malanni,  caro a noi Bisignani, con tutti questi spifferi maligni, vediamo di non aggiungere una polmonite fulminante, fuori stagione, che potrebbe essere, in quanto fulminante, l’ultima.

Perché, se ci lascia il Bisi, chi ci fa fare quattro risate dalle colonne di Piazza Colonna?

Veniamo al vero oggetto del post/siparietto odierno che avremmo potuto intitolare al “potere del pettegolezzo”.

A questo atipico (ma reale) potere si è certamente ispirato Dagospia, testata elettronica voluta e realizzata da Roberto D’Agostino.

Dagospia divenne, dopo poco la sua uscita, una super “buca delle lettere” ed ebbe in Francesco Cossiga uno dei suoi più intelligenti estimatori e fonte  di informazioni. Oltre a Dagospia che, diciamolo, ha un suo perché ed un suo stile, ci sono in libertà altri gossippari. Uno di questi è appunto l’ormai vecchio Luigi Bisignani, che con il suo quotidiano Il Tempo, ben piazzato tra la Camera dei deputati e Palazzo Chigi, altro ormai non fa.

La situazione e tragicomica perché invece di ragionare di come si formino o non si formino le classi dirigenti, Bisignani (quello losco sempre fuori per primo quando scattano gli arresti), ci ricorda di fatto null’altro che Giulio Cesare era bisex o che le etrusche la davano più delle romane, o che Elisabetta I lo succhiava al corsaro Francis Drake.

E potrei continuare, appunto, per metri lineari di inutili pettegolezzi. In materia rosa, a seguire, trovate un po’ di divertimento post bellico.

Torniamo a Bisignani. Ma da uno che ha ritenuto per bene Giulio Andreotti, Michele Sindona, un pronto a tutto come Maurizio Costanzo, un pluricondananto come Cesare Geronzi, e perfino Licio Gelli, che cosa, invecchiando, ci possiamo aspettare?

Da uno che ha considerato utili alla collettività centinaia di gaglioffi con cui si sentiva affine e fratello in Loggia, cosa ci vogliamo sentire dire?

Quali consigli saggi ci vuole dare uno che, per anni, ha ritenuto normale considerare Paolo Scaroni utile alla Repubblica?

Fango previsto e prevedibile quello che confeziona contro il M5s e su cui bisognava prepararsi se si voleva aprire il Parlamento come una scatoletta.

Ma avendo ormai deciso di ripiegare su comportamenti più riguardosi e istituzionali direi che chi se ne frega (fosse anche vero) se a quelli intorno a Luigi Di Maio piacciono le erezioni di altri oltre che quelle proprie. È come dire appunto che Giulio Cesare (quello) era bisex.  E sti’ cazzi per rimanere in tema.

Cose su cui riflettere se si vuole lavorare, anche un po’ divertendosi, sul tema delle fake news e su quali gambe, metaforiche e non, camminino, dopo essere state ideate anche artificiosamente. Ho scritto “anche” perché, a volte, viceversa, i pettegolezzi corrispondono a notizie vere.

Le considerazioni e gli aneddoti a cui faccio cenno (quello è così, quella e colà), sia pur presentate con modalità divulgative e semplicistiche, hanno sempre trovato posto nelle strutture adibite alla disinformazione e in quelle destinate al contrasto della stessa. Considerate questi raccontini un siparietto per staccare un po’ dalla pesantezza dei miei soliti noiosi argomenti e dalle idiozie di livello infimo a cui si dedica sempre di più, invecchiando, Luigi Bisignani, dalla prima pagina del suo Vecchio Tempo.

Veleni con cui ritiene ancora di avvelenare lo stagno.

Alla fine di questo post “leggero” troverete l’appello a darci una mano.

Per continuare a dire ciò che dico sono pronto a prendere 25 euro (non di più) anche da Giggino Bisignani (quello).

Per tornare a voi, miei amati lettori: vedete di non fare troppo orecchie da mercante.

Basta anche una cifra semplice per aiutarci e noi non ci offenderemo.

Oreste Grani/Leo Rugens

Alcuni ci stanno aiutando, altri rimangono indifferenti.

Per scelte personali (la condizione economica in cui vivo), culturali, politiche e di natura organizzativa, ho deciso di ricorrere all’aiuto del mercato chiedendo ai lettori di Leo Rugens un contributo (cifre semplici) per assicurare la sopravvivenza e l’indipendenza del blog.

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Trovate quindi – a piede dei post – una novità rappresentata dalla richiesta, sistematicamente ripetuta, di sostegno con il possibile l’invio di piccole cifre.

Ci sarà tempo per chiedervi altro. Fuori dagli scherzi, grazie anticipatamente.

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la Redazione

 

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