7,5 milioni di visualizzazioni non fanno uno statista, però non si buttano via

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Ritenere che 7 milioni di visualizzazioni possano rimuovere le responsabilità di chi ha gestito, finito come è finito, uno scontro con il Quirinale presieduto dal Presidente Sergio Mattarella, siciliano, sarebbe un grande e grave errore.

Tuttavia attrarre l’attenzione di 7 milioni di individui non è da tutti, a maggior ragione aumenta il peso della responsabilità di avere un così vasto seguito e di non essere riuscito a organizzare la “presa del potere” o, detta alla Grillo, di “avere mandato tutti a casa”.

“Ce la farò la prossima volta”, al che voglio obbiettare che una prossima volta potrebbe non essere data, poiché la reazione di chi ha giocato in modo lucido la partita per fregare il m5s è stata non solo violenta ma mortalmente efficace, nella sua ovvia banalità.

Avere accettato o promosso di sedersi al tavolo con un “parcheggiatore abusivo” come il noto Salvini Matteo, ha dimostrato, a chi si interessa di vicende complesse e ha orecchie libere da pregiudizi, la assoluta non conoscenza della pericolosità del soggetto. Eppure Leo ve lo aveva fatto presente in tutti i modi. A essere onesti, avevamo leggermente sottovalutato la pericolosità, ma non avevamo sbagliato circa la sua semi complessità malandrina. Quasi quasi viene da ringraziare il Presidente Mattarella, anzi lo ringraziamo proprio, per non avere lasciato avvicinare al Viminale una figura del genere che ambiva a diventarne il ministro, avvertito forse della sua spregiudicatezza in materia di finanziamenti occulti, si tratti di rubli o di won nordcoreani o di società maltesi. E se fosse questa la vera ragione del NO del Presidente, altro che complotti plutomassonici… e non sono l’unico a pensarlo

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Ma attenzione a sottovalutare il caimano padano, poiché a differenza del PD o di FI o del m5s, la Lega possiede una struttura partitica efficiente e articolata nei territori che amministra a “cinque stelle”. Pur scontando una divisione fortissima al suo interno, le decisioni vengono prese in modo “democratico” mentre localmente il controllo sugli amministratori è stringente da parte della popolazione. Mi spingo a dire che al caimano padano non interessa nulla che il paese stia dentro o fuori dell’euro, perché è solo il potere per il potere che gli interessa e i suoi sostenitori lo sanno. Spregiudicato e amorale, nero di animo (quindi razzista e antisemita) dimostra di non avere alcun pudore a utilizzare un vecchio sardo massone di probabile ascendenza ebraica per affermare il proprio disegno, avendo a cuore solo di occupare, eventualmente, quelle trecento poltrone che il vecchio arnese dell’economia nostrana aveva selezionato. Figure del genere, traditori nell’animo, capaci di mettere da parte perfino il padre fondatore della Lega, l’anziano e malato Umberto, senza il quale, al massimo potrebbe fare il guardiamacchine, devono essere tenute sempre a debita distanza, altro che farci un governo di liberazione del Paese.

Per ora il pericolo è scampato, vediamo di non ripetere l’errore: errare è umano, perseverare e da cretini.

Il m5s ha solo la Lega come avversario e non capirne la natura eversiva e destabilizzante per la sicurezza del Paese o del mondo intero, il fascismo dimostra in che abisso ci possano spingere le forme politiche, sarebbe un errore, ripetiamo errore mortale. Vi siete dimenticati del test effettuato a Macerata? Ma quanto ci vuole a trovare un immigrato stronzo capace di uccidere quindi di scatenare la violenza omicida di un altrettanto stronzo “italiano” poi di fare degenerare il tutto e di finire a far confluire milioni di voti sul difensore della nazione? La variegata natura della Lega attrae di tutto e di più, anche nel centro e nel sud, dove il crimine organizzato ha trovato nel Salvini un degno rappresentante. Stiamo attenti.

L’analisi di come affrontare il futuro e arrivare al 51% non si esaurisce qui.

Dionisia

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la Redazione