Luca Lanzalone, tra Genova e Miami

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Se risultasse innocente, Lanzalone, e non lo credo, quando uscirà dai domiciliari, la prima cosa che gli chiederei è che genere di rapporti intrattiene con l’avvocato americano Robert Allen, presso il quale si appoggia a NY e a Miami.

Miami, oltre a essere la meta dei più o meno ricchi pensionati americani, è luogo di riciclaggio, anzi è una delle aree urbane più ricche del mondo come racconta Fisco Oggi.

Che affari intrattiene da quelle parti uno che dovrebbe svegliarsi pensando tutti i giorni all’impoverimento di milioni di italiani e come contrastare il malaffare?

Perché a Lanzalone sia permesso cenare con Giorgetti e nella più totale opacità decidere incarichi è un vero e proprio tradimento dei principi ispiratori del MoVimento e di ciò saranno chiamati a rispondere i responsabili.

Il Mr. Wolff, un vero cretino a quanto pare, ci deve dire in nome e per conto di chi agisce come ha agito e se davvero pensava che nessuno lo avrebbe intercettato. Da qui il dubbio che sia uno che ci fa o uno che ci è. Ce l’hanno mandato o trovandosi nel cuore del MoVimento ha ritenuto di poter fare come voleva? Da uno che se la fa con lo studio di Robert Allen c’era da farsi venire qualche dubbio circa la fame di denaro.

Invito i lettori o frequentatori di Miami e della opulenta Florida a battere un colpo.

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Dionisia