Manchester come mille altre città

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L’assimetricità, l’imprevedibilità, l’effetto sorpresa degli attacchi “tra la gente” (questa volta giovanissimi ad un concerto) rilancia sempre di più la necessità di una risposta complessa, culturalmente capace di armare la maggioranza delle popolazioni.

I cittadini tutti devono divenire, quanto prima, soldati reclutati, selezionati, formati in questa guerra che si annuncia dei cento anni. E più. Smargiassi avidi, impomatati banali nei convincimenti culturali, stereotipi spacciati per strategie, gentarella interessata solo a piazzare armi, non vi difenderanno dalla capacità elaborativa di questi nemici (loro invece intelligenti e storicamente colti nelle scelte) feroci e sanguinari della convivenza civile.

Le persone pienamente consapevoli di quanto sta accadendo devono prendere in mano il proprio destino e imporre un cambio di paradigmi culturali utili a fermare questo scempio che, viceversa, potrà solo che aumentare.

Io non ho altro da dire perché, da decenni, dico ciò che dico e ora sono stanco di dire che lo avevo detto.

Oreste Grani/Leo Rugens tanto furente da non essere neanche addolorato per i ragazzi straziati.   

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