Il pedaggio di Vilnjus

Vilnius-una-bizzarra-capitale

Oggi verrà arrestato il cattolico moderato Pujdemont? Forse sì, forse no.

E poi, dopo l’arresto, che cosa succede di questo castello di carte che chiamate Europa? Perché è di questo che vorrei che si tenesse conto: nessuno vede, pre-vede a più di un palmo dal culo suo. E quindi, direi che diciamo che si governa a vista da queste parti. Se L’Europa era un bluff già nel gennaio del 2006 per la più autorevole rivista di geopolitica italiana, Limes, ditemi adesso come state messi? Ognuno per sé, nessuno per tutti, continuava nei titoli di copertina il mensile ideato da Lucio Caracciolo. Qualcuno è morto tra i membri del comitato scientifico di allora ma gli altri oggi, onestamente, potrebbero confermare che siete sull’orlo del baratro o, meglio, seduti su di una cassa di semtex dal momento che qualcuno, come si evince dall’attentato maltese, sta ritirando fuori le scorte del vecchio esplosivo appositamente messe da parte.

Nel numero citato di Limes c’erano non pochi riferimenti a quello che già allora (oltre dieci anni addietro) sembrava l’unico che facesse scelte di politica estera: mi riferisco, ovviamente, a Vladimir Putin. Materia troppo complicata per un provincialotto come Leo Rugens ma su un articolo, dei tanti significativi di quel fascicolo, uno mi aveva colpito e, negli anni, ne ho fatto tesoro pur dedicato ad un Paese, la Lituania, altrettanto per me lontano come se uno dicesse Giove, il pianeta. L’articolo è recuperabile nella sua interezza se uno è abbonato a Limes. Io, da ladro patentato quale sono, lo fotografo e ve lo riproduco, sperando che si legga bene. L’autrice, Fausta Speranza, all’epoca, era vice caporedattore della super attendibile/informata Radio Vaticana. Oggi “spero che Speranza”, stia bene. Molti anni dopo, ho avuto modo di notare un pezzo, comparso sul quotidiano della CEI, sempre dedicato alla Lituania, a firma di Gianfranco Marcelli, per anni vice caporedattore dell’Avvenire, che come tutti sapete è un’altra testata super attendibile/informata che fa capo anch’essa all’unico Stato serio rimasto in Europa che è appunto quello Vaticano.

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Come ho millantato in altri post di questo blog, mi interesso, da dilettante quale sono, di trattamento delle informazioni, dove risultano essenziali sia la capacità di lettura delle fonti aperte, che l’interpretazione e l’anticipazione di eventi significativi di natura sociale, politica, economica e culturale che bisogna saper estrarre da quelle fonti. Se c’è qualcosa da saper estrarre. A volte (spesso) gli articoli sono aria fritta perché, in quel momento, bisogna friggere l’aria e niente di più. Non è il caso dei due pezzi che ho scelto. Lontana la Lituania dalla Catalogna per cui a voi il divertimento di trovare nessi (se ce ne fossero) e provare ad avvicinare queste due terre. Tenete conto che la Catalogna fa poco più di 7.5 milioni di abitanti e la Lituania quasi 3 milioni. Cosa le unisca già in queste ore è una sciarada che se avessi soldi premierei con una borsa di studio se qualcuno trovasse il rizoma. Cosa le unisca, o chi.

Oreste Grani/Leo Rugens

P. S.

Avviso ai naviganti e ai piccoli furbi.

Difficile farsela con quel vecchio signore (si fa per dire) di Leo Rugens che, se lo conosco bene, non sarà facile calmarlo sulla cazzata macroscopica combinata, da alcuni ma lui noti, dalle parti di Vilnjus.