Sempre più a destra, vicini-vicini ai camerati austriaci in attesa del ritorno di quelli tedeschi

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In Cile, vince, al ballottaggio, il miliardario (in dollari) Sebastian Pinera e lo fa con i voti determinanti dei nostalgici di Augusto Pinocet, assassino accertato di migliaia di cileni e garante dei torturatori di centinaia di migliaia di sui compatrioti. I popoli cominciano drammaticamente a dimenticare, che siano in Austria, in Ungheria, in Polonia, nel lontano Cile o in Italia. In Italia preparandosi a dare dignità a un mascalzone come Silvio Berlusconi o ad un estremista sostenuto dall’Internazionale nera (il collegamento è l’amorale Mario Borghezio) quale è Matteo Salvini. Sempre tramite Borghezio, la Lega si mette a vento considerando pubblicamente l’Austria un “esempio virtuoso” perché riporta i nazisti al governo affidando loro i tre ministeri nodali di un Paese contemporaneo: Esteri, Difesa, Interno. Borghezio è un personaggio da non considerare minimamente folcloristico, defilatosi perché agisce volutamente nell’ombra in combutta con ottuagenari vecchi arnesi sempre al servizio spregiudicato di chi, nei servizi, ritiene ancora di poter praticare la tecnica della provocazione e dell’uso politico dei provocatori. Politici che dietro alla facciata semiculturale di Pound e di Evola (già di per se sufficiente a chiarire con chi si ha a che fare) in realtà, se richiesti, arrivano ad avere nostalgia di personaggi capaci di ispirarsi perfino ai Legionari della Guardia di Ferro e del suo fondatore Cornelio Zelea Codreanu, detto il Capitano, avvocato e deputato negli anni Trenta, in Romania.

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Codreanu, fervente ammiratore di Mussolini e del Fascismo (osservate con attenzione la contaminazione culturale come si determina) era, a sua volta, un mito per Julius Evola, che vedeva in lui l’ideale del combattente e, soprattutto, il campione dell’antisemitismo. Questo è il collante di tutti questi personaggi emergenti, a qualunque latitudine. Evola, nel numero 309 de “La vita italiana” del 1938, anno fatidico per le leggi razziali e per l’irreversibile scatenamento della Seconda Guerra Mondiale, pensata e organizzata contestualmente e sinergica con l’Olocausto per cancellare dalla faccia della Terra gli ebrei, in un articolo che parla di “orda ebraica e di tirannide talmudica” scrisse: “Fra i molti capi che ho incontrato, pochi o nessuno sono come Codreanu, una figura autenticamente spirituale”. Se intervistato ai suoi tempi su chi fosse Codreanu, anche un testa di cazzo come Gianni Alemanno avrebbe risposto. Borghezio, in camicia verde, sa benissimo chi fosse Codreanu.  Per anni l’estrema destra romana (tutti sapevano tutto di tutti) fece riferimento (in particolare Terza Posizione) al mito antisemita elaborato da Codreanu che nel 1927 (guardate le date) fondò le “Camicie Verdi” (guardate le scelte cromatiche riprese dalla Lega Nord e da Borghezio). Eletto deputato, Codreanu si volge contro lo strangolamento ebraico. La sua struttura squadristica, la Legione, messa in stato d’accusa, risponde con la costituzione delle squadre della morte. Nel 1938, Re Carol II, dopo aver trasformato il proprio governo in una dittatura, lo fa arrestare e (anche i re qualche volta ne fanno una giusta!) strangolare con altre tredici “camice verdi”, su un camion, in una foresta, durante il trasferimento in un carcere.

Questi sono i climi, questi sono i punti di riferimento culturali di questa gentaccia che sta per tornare. Camice nere, camice brune, camice verdi. Si mettono camice di diversi colori, ma sono uniti dall’odio anti semita e per lo straniero.  I popoli scientificamente indotti, da decenni, all’apatia, nella residua percentuale che continua ad esprimersi con il voto, preferiscono gente che promette di versare sangue, fraterno e non, e di farlo usando, come velo ipocrita, questioni e racconti di un futuro a cui nessuno potrebbe realmente credere: fermare l’andare e il venire delle genti chiudendo i mari e i monti; rendere sicure dai ladri e dagli stupratori le case e le donne; mantenere l’identità dei popoli. Manca “donne e buoi” dei Paesi tuoi e c’è tutto il repertorio degli imbecilli agorafobici e nemici di ogni pensiero libertario e liberale o, semplicemente, realistico e consapevole della complessità.  Vergogna per chiunque si prepari a portare acqua, acquetta, acquarella a una coalizione di omofobi, nemici delle donne, razzisti incalliti, monarchici imbecilli. Ora riporto qualche data, nuda e cruda, relativa al vostro re che ritorna stecchito e al suo non aver voluto fermare il Fascismo che poi ha generato, con la scelta bellica a fianco dei giapponesi e dei camerati tedeschi, decine milioni di morti prematuri caduti nella Guerra mondiale e le leggi razziali da cui ancora il mondo non si è ripreso. Il 15 maggio 1921, per la prima volta, i fascisti si fanno avanti nelle elezioni e solo 16 mesi dopo, avevamo la Marcia su Roma, che è del 28 ottobre del 1922. Attenti che in nessun campo come in politica, i fattori esponenziali si verificano con virulenza. In questo senso Hitler fu sempre grato a Mussolini per avergli aperto la strada. In Italia, infatti, dopo la Marcia su Roma, favorita da quel nano imbelle e malefico del vostro Savoia, in poche battute, cambia tutto e con modalità di cui tutti sapete tutto. In Italia, in Europa, nel Mondo.

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Ma, giustamente, forse non ricordate la data del 14 settembre 1930 quando in Germania alle elezioni si verifica il primo successo del Partito nazionalsocialista. Poi, in un batter d’occhio, in Europa e in mezzo Mondo, comincia il ping-pong che finisce solo con le bombe di Hiroshima e Nagasaki. Il 30 gennaio del 1933, Hitler è Cancelliere del Reich. Il 25 marzo del 1934 si tiene in Italia un plebiscito che “incorona” Mussolini. Il 14-15 giugno 1934, Hitler e Mussolini si incontrano a Venezia. Quaranta giorni dopo Venezia, 25 luglio, a Vienna, durante un tentativo di colpo di stato, viene ucciso Dollfuss. Non passa un mese e un altro plebiscito (quanta democrazia e scelte consapevoli!) riconosce Hitler “Fuhrer della nazione tedesca”. Da quel momento in poi è un continuo deteriorarsi della situazione internazionale fino a quando si arriva al 1 novembre 1936 con Mussolini che annuncia a Milano l’asse Roma-Berlino. Qualche mese prima, quella nullità storica per cui ora ci si emoziona immaginandolo nel Pantheon, il 9 maggio 1936, assume anche il titolo di imperatore oltre che quello di re.  Salto alcune cosucce ma non in quanto minori ma perché  troppe, e arrivo al 1938, anno in cui la frittata è fatta irreversibilmente. Il 13 marzo, con l’Anschuss, l’Austria è annessa alla Germania; Hitler passa una settimana (!), dal 3 al 9 maggio, in Italia e il 29-30 settembre si firma il patto di Monaco.

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Le leggi razziali che il re Savoia ratifica a cuor leggero sono del 5 settembre 1938 e vengono sottoscritte in questo clima.  Qui mi fermo e pensate quello che volete ma tenete conto che “un pezzo di morto” come quello, progenitore del cinico assassino di Dirk Hamer, innocente giovane ucciso, quasi per gioco, nelle acque antistante l’isola di Cavallo, non andava neanche fatto rientrare. Figurarsi, venerarlo nel Pantheon, per poi sentirsi richiedere dagli eredi Savoia la stecca quale quota parte degli incassi previsti, avendo, finalmente, la P.A. deciso di far pagare l’ingresso al monumento per ammirare una splendida cupola e non le spoglie di un traditore.

Oreste Grani/Leo Rugens

P. S. Borghezio dove sei? Con chi ti vedi? Come ti coordini con Matteo Salvini?