I Distretti Rotary anticamera di “osservazione” prima dell’affiliazione in loggia?

Ogni tanto mi sovvengono parti di un tutto che ho letto, ascoltato, visto (come a tutti direte) senza un vero perché. Che anche gli altri cervelli funzionino così, ne sono informato ma io oggi in particolare penso al mio e a cosa mi spinga a ricordare il nome di tale Matteo Lex (che particolarità comunque avere come cognome LEX!) e cosa abbia fatto nella vita. Vado nella immemore rete e trovo il dottor Lex omaggiato in un ambiente paramassonico (è reato definire il Rotary Club ambiente paramassonico?) per aver ricordato, in una serata, al pubblico convenuto che in carcere c’è umanità oltre che dolore e pena.

Il dottor Matteo Lex è stato (spero per lui che sia ancora vivo) infatti il coordinatore sanitario degli istituti di pena di Firenze. Ma perché mai mi sarei dovuto ricordare dell’esistenza di tale funzionario dello Stato? Alla fine del percorso mnemonico – forse – trovo la soluzione di queste connessioni: Lex era un massone, iscritto alla loggia GOI/P2 (Firenze fascicolo 724) e per motivi (questi ancora mi sfuggono) fu interrogato (anni addietro) a proposito della Strage di Bologna. Quella che, ora è certo, fu ideata, organizzata, finanziata nell’ambito della Loggia P2/GOI. Chissà cosa volevano sapere da questo “sconosciutissimo” dottor Lex, i magistrati? 

Chi è ha memoria mi fa la cortesia di darmi un aiutino? Grazie. 

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Mi rivolgo a molti cittadini che si sono sentiti attratti dalle attività paramassoniche del Rotary Club  per suggerire di rileggere la propria frequentazione alla luce di quanto emerge in modo inoppugnabile dalle aule giudiziarie. Ci sono stati troppo spesso legami (ospitate ed altro) tra membri di ciò che fu la losca loggia Propaganda 2 (GOI) e i Distretti Rotary. Si poteva dire, tempo addietro, che si ignoravano il rizomi tra la P2 e le stragi. Ora non ci sono più scuse. Se nel proprio curriculum ci sono leggerezze di questa natura (iscrizioni al Rotary) è arrivato il tempo di dichiarazioni pubbliche per prendere le distanze da tali colpevoli ambienti, facendolo inoltre senza troppi se e ma e troppi distinguo, riconducibili ad ingenuità. Soprattutto se si hanno cariche pubbliche o, peggio, se si è parlamentari della Repubblica. Con quei nessi a cui facevo riferimento in esordio del post, mi sovviene, ad esempio, il giovane deputato del M5S Francesco D’Uva che ho avuto anche il piacere di conoscere e frequentare, a cui, mi sento in diritto (anziano e libertario quale ritengo di essere) di consigliare: onorevole prenda le distanze da ambienti paramassonici quali i Distretti Rotary e nel farlo dichiari tutto il proprio sconcerto nell’apprendere di come, senza colpa, si può arrivare a frequentare l’anticamera d’osservazione (questo sono tra l’altro i Rotary) per – successivamente – provare a “bussare”, a solo fine di essere accolti “in loggia“. In Sicilia, a Messina, senta me caro D’Uva, essere accolti in loggia spesso corrisponde a ritrovarsi in consorterie frequentate anche da mafiosi. Da criminali, certamente.