Alfano & Co si sono dimessi. In Val di Susa, e non solo lì, si brinda

Bottle

Da troppi anni siamo costretti a una vita in equilibrio che non ci meritiamo

Giusto due giorni prima di dimettersi dalla carica di Ministro dell’Interno il 28 settembre,  Alfano Angelino – uno che fa sembrare l’ex Maroni Bobo un gigante e ce lo fa rimpiangere – era andato in Val di Susa a dire che:

Nessuno sa fermare e può fermare uno Stato sovrano che ha assunto una legittima decisione, ascoltando le popolazioni locali. L’opera è già cominciata e io ho scelto di stare qui oggi, proprio a pochi giorni, dall’inizio dei lavori della fresa. Lo Stato è unito fa squadra e impone il rispetto delle proprie decisioni. 

“Me cojoni” si dice a Roma, a significare lo stupore che ingenera un evento o un proclama così perentorio.

Mi immagino invece lo sgomento degli agenti di Pubblica Sicurezza preposti a mantenere l’ordine da quelle parti, i quali, quando i No Tav avranno smesso di ridere e ubriacarsi alla notizia delle dimissione del loro capo – l’Alfano per l’appunto – si troveranno di fronte a un bivio: serrare le fila e sperare in Dio o ubriacarsi a loro volta.

Uno scenario alternativo, tutto da decidere internamente alla galassia No Tav, dovrebbe comportare l’abbandono di ogni forma di violenza o altro, sostituita da fragorose risate, nell’attesa che qualche volenteroso magistrato approfondisca un po’ appalti, aziende coinvolte, politici interessati alla vicenda – un Fassino per esempio – giacché la vicenda della Tav in Toscana qualcosa ci ha insegnato circa gli appetiti dei “compagni”.

Insomma, il Paese è allo sbando, facile preda di chi voglia comprarselo grazie a quei “capitali senza passaporto” che eccitano tanto l’amico dell’Angelino, quel Letta Enrico che un paio di giorni fa, pure lui, andava in giro per gli USA a sostenere che l’Italia ha un governo stabile è che è pronta ad accogliere investimenti a palate:

Questo è “il momento giusto, i mercati sono disponibili” a investire sull’Italia e questa è un’occasione che non deve essere persa. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, durante una conferenza stampa a margine dei lavori della 68esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. La missione del Governo italiano a New York “e’ stata un’occasione per presentare l’Italia”, ha detto ancora Letta, sottolineando che “non ci saranno rinvii ne’ altro” sull’agenda economica italiana a causa della situazione in cui si trova il Governo.

Immaginate il danno derivante da questa ennesima figura di merda. Come siamo arrivati a farci rappresentate da incapaci di tale statura? Chi può fidarsi di un Paese il cui capo del Governo non capisce che di lì a 48 ore i suoi ministri si dimetteranno, mentre lui, con l’aria del secchione che non solo non ti fa copiare il compito in classe ma ti denuncia pure all’insegnante, discetta di economia, investimenti e stabilità.

Buffoni! Voi sì.

La redazione

P.S. Tra chi starà festeggiando le dimissioni dell’Alfano non mancherà certo, pur con l’amarezza nel cuore, Giuseppe Procaccini, suo ex capo di gabinetto. Come ricorderete, lo spero, l’alto funzionario del Ministero “fece un passo indietro” e rassegnò le dimissioni per proteggere l’Alfano nella vicenda Shalabayeva, addossandosi la responsabilità per le gravi irregolarità che portarono all’espulsione di Alma e Alua. Ne riparleremo a breve.