Per ricordare J.F.Kennedy nel 50° della morte posso solo suggerire la rilettura de “Il complotto” di J.Hepburn a cura di Stefania Limiti

kennedy

John Fitzgerald Kennedy e Marilyn Monroe

Come alcuni sanno, con questo blog, provo a dare il mio contributo perché luoghi comuni e stereotipi, vengano rimossi dalla mente dei più, lasciando, così, spazio alla Verità, che è amica della Pace. Venerdi, 22 novembre p.v., saranno passati 50 anni dall’omicidio di John Fitzgerald Kennedy e in tutto il mondo e nel web in particolare, in molti diranno la loro. Non mi estraneo dall’orgia di ricordi e ipotesi di ogni tipo che si continuano a fare sulle dinamiche di quella storia. Storia che ho la tentazione di chiamare “complotto” ma non avendo alcuna competenza nella materia, parassitariamente, dico la mia sfruttando i sacrifici investigativi fatti da due studiosi di cose complesse quali mi risultano essere Stefania Limiti e Paolo Cucchiarelli. I due “ricercatori di verità indicibili”, solo pochi mesi addietro (febbraio 2012), hanno riesumato un libro (Il Complotto, di James Hepburn. A cura di Stefania Limiti con un contributo critico di Paolo Cucchiarelli ed. Nutrimenti) che, letto con la dovuta attenzione, chiude la partita di 50 anni pieni di se, di ma, di forse. E’ un libro prezioso che va, eventualmente, riletto, alla luce della chiave interpretativa, altre volte ben posta dalla coppia di “intelligenti investigatori del possibile”, del “doppio livello” se non “addirittura”, operativamente , della doppia bomba (vedi Piazza Fontana) o dei doppi esecutori (attentato a Giovanni Falcone). Veri specialisti della “conta delle matrioske” per quanto mi consta, delle “vicende italiane” ne sanno come pochi. Dovendo esaminare, per la loro passione professionale, migliaia di documenti, sono divenuti (per come li hanno saputi usare), loro stessi, una fonte tra le più attendibili. Inoltre,  formatisi  alla scuola del rigoroso storico Aldo Giannuli,  escludo che abbiano preso una cantonata con la riedizione del “Il Complotto” cercata e curata perché, appunto, lo “stereotipo” e la disinformazione che spesso nasconde, anche nella vicenda Kennedy, fosse battuto. Scelgo una delle tante recensioni del libro che compaiono nel web per spingervi a leggere. E poi… passare alla cassa. Scherzo, tranne la restituzione di un vecchio numero di uno speciale del “Male”, dedicato  al rapimento Moro, ad Op e al suo direttore Mino Pecorelli, nulla mi lega a Stefania Limiti. Tranne la stima che ho per Lei e Paolo Cucchiarelli.

Oreste Grani

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Un libro che racconta una storia (non ufficiale). E una storia, singolare, del libro stesso. La macrostoria, se così vogliamo chiamarla, è quella dell’assassinio di Kennedy (Ancora il caso Kennedy? si chiede la curatrice, Stefania Limiti, nell’introduzione; sì, ancora il caso Kennedy); la microstoria è quella del libro che contiene il racconto. Andiamo con ordine.

Il complotto. La controinchiesta segreta dei Kennedy sull’omicidio di JFK è il libro di James Hepburn pubblicato da Nutrimenti con la cura di Stefania Limiti. Come si capisce bene dal titolo e dal sottotitolo il libro ricostruisce l’altra storia dell’omicidio di Kennedy, quella non ufficiale ma sicuramente più verosimile. Per capirci meglio, quella che Oliver Stone racconta nel celebre film JFK. Per farsi un’idea dello sconvolgente dossier che ha dato vita al libro è sufficiente guardare lo schema con la ricostruzione dell’omicidio di JFK (alle pagine 206 e 207 del libro) secondo le altre fonti, non quelle governative, per provare a immaginare cosa sia effettivamente successo.

Ma Il complotto è anche un mistero in sé. Basti pensare che è stato pubblicato nel 1968 in inglese da una casa editrice del Liechtenstein, editrice presto scomparsa. Nello stesso anno il libro viene pubblicato anche in Italia: un misterioso committente ne pagò le spese di traduzione (in contanti) e la stampa. Venne pubblicato in poche copie che sfuggirono alla maggioranza dei lettori. Tra quei pochi che lo ebbero tra le mani ci fu il giornalista Saverio Tutino che arrivò a ipotizzare che la pubblicazione sul suolo italiano fosse avvenuta per opera di Gianni Agnelli. Ma del libro si persero ben presto le tracce e cadde nell’oblio. Un po’ come sembra persa nell’oblio l’effettiva verità di quanto accaduto quel 22 novembre 1963 a Dallas, nel Texas. Cercare di sapere, poi, chi sia questo James Hepburn che risulta come autore è impresa ardua e, finora, impossibile (l’unico James Hepburn che risulta negli archivi è un floricoltore del tutto estraneo alla storia, tanto del libro quanto di JFK).

Abbiamo parlato di due storie che si incontrano in questo libro: e il loro incontro è fecondo. La casa editrice, infatti, ha pubblicato alla fine del testo un contributo critico di Paolo Cucchiarelli dal titolo Piazza Fontana, il nostro “caso Kennedy” in cui si istituisce un parallelismo tra le due vicende che sono avvenute con dinamiche molto simili tra loro: dalla ricostruzione di fatti alla scelta di un capro espiatorio.

Notevole, infine, l’intervista della curatrice, Stefania Limiti, a William Turner, ex agente dell’FBI e investigatore per il giudice Jim Garrison, giudice che istituì un processo volto a stabilire quanto accaduto proprio a partire dalle prove portate dal libro Il complotto.

Scritto da: Roberto Russo – mercoledì 1 febbraio 2012