In Israele ha vinto l’illogicità dell’opzione bellica. Salutano e ringraziano, Hamas e i neo nazisti di tutto il Mondo

David Ben-Gurion e Randolfo Pacciardi a Sde Boker nel 1958

David Ben-Gurion e Randolfo Pacciardi a Sde Boker nel 1958

“Ciascuno è artefice della propria sorte”, mai pensiero antico fu più capace di descrivere quanto è accaduto, ancora una volta, nel segreto delle urne in Israele. Gli Israeliani, ieri, dovevano compiere una scelta fra il patriottismo della terra e il patriottismo dell’identità. Dopo essere stati dispersi per 4 mila anni nel mondo e dopo altri decenni di vita travaglia seguiti alla fondazione dello Stato di Israele, gli ebrei, tornati ad essere stanziali e finalmente organizzatisi nei territori intorno a Gerusalemme, avevano l’occasione di girare pagina, loro popolo del Libro, dopo averla letta e interiorizzata. Ma questo popolo singolare (è dire poco), passato attraverso migliaia di anni di sofferenze senza piegarsi, con il gesto “elettorale” compiuto a favore del Likud, nel momento in cui sembrava  propenso – nella sua maggioranza – ad una scelta “vivificatrice”, temiamo abbia opzionato il suicidio, cioè una morte traumatica, anticipata, portatrice di ulteriori sofferenze per se stesso e per gli altri da se.

Pensieri autolesionistici hanno ieri, evidentemente, consigliato alla maggioranza di “uno dei tanti popoli di Dio che popolano la faccia della Terra” di ribadire che nulla di altro si conosce, per dirimere questioni e opinioni diverse, che l’uso della forza, Questa scelta miope deve essere stata fatta presumendo di saper vincere ogni volta la guerra a discapito dell’altro.

Nelle urne, ieri, “pochi” hanno scelto per i milioni di propri simili ancora sparsi per il Mondo. Hanno deciso in pochi, se si considerasse il Mondo un luogo popolato di soli ebrei. In “pochissimi”, dal momento che così non sembra che sia: al mondo ci sono anche i “non ebrei”.

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Ho scritto, in tempi non sospetti, che, nella stanza entrando – subito a sinistra – del kibbutz dove viveva Ben Gurion (per chi non lo sapesse è uno dei più autorevoli padri fondatori dello Stato d’Israele), in un ambiente arredato di un letto e di una scrivania, alle pareti compariva un solo quadro ed era l’effige di Gandhi.

Mai testamento lasciato da un profeta armato (quale era stato certamente Ben Gurion per la sua gente), fu più tradito o non compreso. Nelle altre stanze, solo libri e sobrietà. La superiorità della non violenza attestata da quelle scelte culturali e strategiche di chi aveva saputo usare anche le armi, non solo è stato dimenticato ma, come ciclicamente è avvenuto al Popolo di Dio, la scelta si è concretizzata nella idolatria delle armi e della violenza, come unica soluzione. Tra “incolti” (i nemici di Israele non aspettavano altro), si capiranno e con il loro accapigliarsi, ci faranno assistere (e subire) l’ennesimo tentativo di azzerarsi reciprocamente. Che palle! Avevamo sperato altro per loro, per noi, per le genti del Mediterraneo, per l’Umanità. Invece, che palle, che noia, che “già visto”!  Ha prevalso l’attrazione fatale per l’abisso e per l’illogicità del conflitto armato. E che armi! Nulla di ciò che era implicito nel “testamento” di Ben Gurion (il quadro dello stratega Gandhi) sarà, ancora per anni, realizzabile e, men che mai, un avvenire non violento in cui – finalmente – il genio che è in ogni uomo potesse trovare modo di esprimersi. L’ “era dell’intelligenza” può aspettare e il suggerimento di saper usare, per liberarsi e vivere il tempo della pace, la forza morale o quant’altro la mente sappia inventare, è finito miseramente nell’oblio.

Per il Popolo della Memoria e del Libro/i (per questo da me amato e ammirato), mostrare la muscolarità (quasi gli israeliani fossero dei culturisti un po’ datati), mi appare un triste e beffardo destino e una scelta senza speranza. Per loro, amici carissimi, per i loro “nemici in agguato”, per noi tutti.

La maggioranza degli Israeliani, ha ceduto alle lusinghe (vecchie come il mondo) di chi gli ha voluto far credere che l’opzione militare li avrebbe protetti per “sempre”. Non sarà così e, difficilmente, quando il fatti dolorosi accadranno, in molti sapranno ricordare ed ammettere l’errore commesso il quel lontano giorno, dedicato al voto. Dovendo fare una scelta storica, la maggioranza degli amici ebrei/israeliani ha optato per la solita (se non peggio!) carneficina.  Come sia potuto accadere che – ancora una volta – abbia prevalso la tesi dei nemici della cultura e dell’esempio, rimarrà un fatto “misterioso”. Hamas e i suoi complici, ringraziano. Così come tutti i “neo nazisti” del mondo. La scelta di Herzog era indispensabile per sperare nella Pace.

Quella di oggi, viceversa, è un’alba triste.

Oreste Grani