Mi stanco ad avere ragione. Anche sulla Banca Popolare di Bari

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La solitudine, la demotivazione, la ricorsività degli avvenimenti negativi per un uomo anziano (direi onestamente ormai vecchio), sono alimenti indigesti. Hai voglia a farti offrire (come ho fatto ieri), da un amico caro e generoso, sotto la pioggia, un cono gelato (mi piaceva vedere, mentre lo gustavo, l’effetto delle gocce d’acqua che cadevano dal cielo sulle creme a cominciare dal cioccolato fondente unito ad una mousse alla cannella) per provare a lenire gli effetti dell’amaro in bocca. Non vi dico come mi sento (il mio umore peggiora di ora, in ora) quando la ricorsività e le previsioni azzeccate obbligano il vostro Leone Ruggente a prendere atto e a scrivere che lui, con largo anticipo, lo aveva pensato e scritto che la Popolare di Bari era bollita. Comunque se una bella gallina arriva ad essere stracotta, qualcuno nella pentola, con la cipolla, la carota e l’immancabile patata, ce la deve pur aver messa. E così è stato.

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Tutto previsto e tutto evitabile a che non si arrivasse a lasciare non un cerino ma una torcia fumante in mano ai soliti cazzoni (si può scrivere cazzoni?) sprovveduti o piglìanculi. O mettènculi ben mimetizzati? Ho usato questi termini scurrili sin dal 4 novembre 2016 per descrivere la dinamica (mettènculi e pìglianculi) che si stava delineando anche a Bari per effetto domino dei soliti massoncelli che, quando compaiono all’orizzonte e qualcuno piazza a fare danni (sono gli innescatori degli effetti domino), in una democrazia, andrebbero abbattuti, con poco savoir faire democratico. E a bastonate. È reato quanto scritto? Vedremo. Tanto si sa come andrà a finire: loro ricchi e superliquidati e voi, amori miei coglionazzi, coglionati.

Era tutto chiaro, a sapere interpretare le fonti aperte (dibattito radio e paradossale spot pubblicitario, come ho scritto anni addietro), con Vincenzo De Bustis Figarola nelle vesti apicali della direzione dell’istituto barese, per sapere come sarebbe andata finire. Per non parlare di Luigi Mastrapasqua (il fratello di Antonio, quello ex INPS, arrestato in quanto mostruoso titolare di 25 culi utili a sedersi su altrettante poltrone) che mi sembra facesse il vice direttore generale a fianco di Luigi Jacobini, della famiglia padrona della Banca. Si dice che Luigi Mastrapasqua, per invidia del fratello Antonio, sia arrivato ad avere 60 incarichi in consigli d’amministrazione diversi. Ma, come ritiene l’on. Covino a cui domani dedicherò un’altro postino, io dispenso fake news. E quindi cassatemi o denunciatemi.

Qualche volta, amici lettori, perché invece di investire (ma forse, se siete miei lettori, non siete tanto coglionazzi da aver dato retta alla dirigenza della Popolare di Bari) i vostri risparmi (a proposito ma come fate a risparmiare?) perché non mi mandate qualche euro a compenso di tante cassandriche previsioni azzeccate? Denaro almeno sufficiente per consentirmi di comprarmi, da solo, un cono celato senza dover aspettare sempre l’amico di turno che, entrando al bar, mi chiede cosa voglia? Forse, dopo tanto aver scritto e detto, mi meriterei che qualcuno, invece di investire sui magheggi dei De Bustis/Mastrapasqua/Jacobini di turno, affidasse a me un po’ del suo futuro.

Ve l’ho annunciato che ero (e sono) amareggiato. Ma non domo.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Vogliamo rendere pubblico l’elenco dei fortunati (a cominciare dai Fratelli Matarrese) a cui, dalla banca della famiglia Jacobini, sono stati destinati soldi senza le dovute garanzie (una banca oculata, in teoria, non non non potrebbe fallire) mentre ad altri, pur lavoratori onesti e produttivi, venivano negati gli spicci per non chiudere bottega?

Sarebbe anche istruttivo occhieggiare (ma le Iene hanno altro da fare dovendo inseguire ora il cap. Elisabetta Trenta e prima il gen. Domenico Rossi, i quali, va ricordato, entrambi, guarda caso, esponenti governativi, sia pure in tempi diversi, del “ciccioso” Dicastero della Difesa, entrambi di fatto non coperti da cordate partitocratiche o di lobbies sessuali) il tenore di vita che comunque gli Jacobini sostengono. Loro e i Mastrapasqua. Sarebbe interessante sapere/vedere dove vivono e come vivono i “fallendi/fallitori”. Così i fratelli De Bustis. Tanto per sapere “chi” siano i mettènculi  di turno. Perché di turno si tratta pronto il tracollo di ben altri istituti di credito. Dove se non verranno cacciati migliaia e migliaia di nulla facenti organizzati (in banca per anni si sono scatenati i partitocrati a piazzare incapaci e non solo agli sportelli), anche quei colossi dovranno banalmente essere commissariati. A spese dei pìglianculi. Direte che, come attacca/diffama il feroce ma colto Vittorio Sgarbi (beato lui che ha l’immunità parlamentare) molti che hanno il privilegio di guidare il Governo della Repubblica, godono prendendolo. Qualcuno, pochi, mettendolo. E il Paese è prigioniero di questi sodomiti, usi a fatti fisici e metaforici. Comunque deboli psicologicamente e, soprattutto, in  alcun i casi, per lo stile di vita, “ricattabili”.

Evitate di evocare una mia presunta l’omofobia. Parlo infatti di “Affari di Stato” e di cattivi amministratori della Cosa Pubblica sempre presi non a formarsi, informarsi, consultarsi, mettersi in discussione ma a rasarsi, capelli e pube, imbellettarsi, corteggiarsi senza altro fine che “quello”. Quanto vi costerà il fallimento della Popolare di Bari? Se basta ci vorrà un miliardozzo.


CHE SUCCEDE DALLE PARTI DELLA BANCA POPOLARE DI BARI?

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Era il 4 novembre 2016 (300 giorni addietro!!!!!), quando mi venne l’idea di scrivere un post dedicato alla precaria situazione della Banca Popolare di Bari. In realtà, nel pomeriggio, avevo colto uno scambio di opinioni dedicate alla banca meridionale durante una trasmissione radiofonica di Radio 24, quella confindustriale, a sua volta messa molto, molto male. Il bue che dava all’asino del cornuto. Mi sembrò una notizia da riprendere, rafforzandola con delle considerazioni di tipo intuitivo e personale che potreste andare a rileggere. Comunque mi allarmai e scrissi un pezzo molto critico. Da allora non è passato giorno che qualcuno nella rete non si informasse sulle reali condizioni di quella banca. Poi, 48 ore addietro, i grafici degli accessi medi sono schizzati, in un giorno, del 1008,33%! Piccoli numeri di base quelli di questo marginale ed ininfluente blog ma comunque un’impennata. Mi chiedo cosa sappia la rete di tanto grave da rivolgersi con questa frequenza per saperne di più. Speriamo che non ci siano notizie che confermino la mia iettatoria previsione di quel lontano/vicino 4 novembre. Speriamo. Anche se chi di speranza vive, disperato muore.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S. Avevo ragione io quando pre-vedevo un vero disastro. Mi annoio ad avere spesso ragione. Soprattutto quando a pagare il conto è la mia tormentata gente italiana.

Leggete e confrontate, date e preveggenza. Dare a Grani quel che di Grani.


A QUANDO IL FALLIMENTO DELLA BANCA POPOLARE DI BARI? OGGI LEO RUGENS VEDE NERO

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Banca Popolare di Bari? È la banca che “silenziosamente” è diventata grande e che ti è sempre vicina. Questo recita sostanzialmente l’ultimo spot. E questa pubblicità va in onda a Radio 24, 107,9 FM (media della Confindustria) mentre (poco prima e poco dopo lo spot), il giornalista racconta che la banca, ex solidissima, si prepara a fallire. Dice così, o poco ci manca!

Guardate che la situazione paradossale è avvenuta la sera del 2 novembre 2016, ore 18:00 e non nella mia fantasia rancorosa.

Ma è un paese normale quello in cui si beccano i soldi per fare spot e contemporaneamente il giornalista sputtana la famiglia Jacobini da cui viene pagato lo spot? Non dico che un tale agire non sia un “monumento” alla libertà d’informazione (ed io posso solo che essere contento) ma certamente la questione è insolita. E se fossimo di fronte ad una nuova Banca Popolare di Vicenza? E se la famiglia Jacobini stesse per seguire le orme tragiche degli Zonin? Si dice che in questi giorni a chi si è recato in Banca Popolare di Bari per ri-vendere le azioni un tempo acquisite a 9,5 euro l’una, è stata offerta la sostanziosa cifra di 0,49 euro, sempre ovviamente ad azione, dopo che per qualche mese le stesse erano scese a 7,5 euro.

Stiamo parlando dell’ennesima sola, questa volta piazzata al Sud invece che nel Nord Est o nella ridente Toscana?

E se questo ennesimo raggiro degli azionisti fosse la riprova di quale sia la “vera” condizione dell’economia di questo nostro già martoriato Paese?

Ci deve essere comunque qualcosa di malsano in un ripetersi di tante situazioni di “mettenculi” e di “piglianculi”.

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Se ben ricordo, a proposito di malsano, come fu per la vecchia “gloriosa sola” della Banca 121 (il primo vero effetto domino da cui parte lo scatafascio MPS), anche per la Popolare di Bari, qualche tempo addietro, è passato tale Vincenzo De Bustis (ogni volta, il nostro eroe, fa il direttore generale o giù di lì), personaggetto che non sarebbe male capire cosa faccia realmente e per chi organizzi tanti “biscotti”.

Fosse anche lui un massone “deviato” verso i famosi cazzi propri?

Ma amici italiani, quando cominciate ad alzare le mani?

Oreste Grani/Leo Rugens che questo De Bustis se lo ricorda in dei sontuosi uffici a Roma, in pieno centro, quando me lo fece conoscere, nel 2010/2011, proprio il “senese” Pierluigi Piccini, oggi sò perché – felpatamente – mi fottesse.

Sì, sì penso che sia proprio lui. Lui alla Banca 121 e ora lui alla Popolare di Bari. Con l’augurio (per i piccoli risparmiatori) che a Bari non finisca come a Siena: dove passa Attila-De Bustis, infatti, non cresce più un filo d’erba. Ne, tantomeno, rimane un euro. Chissà, viceversa come vivono lui e suo fratello che altrettanto conobbi in quell’occasione?

Lui me lo ricordo con un cardigan di cachemire che bastava per sanare la posizione di uno dei tanti “piglianculi” della Banca 121 o ora con la Popolare di Bari. I De Bustis, comunque, sono gente che casca sempre in piedi, a differenza di quelli che lasciano sul lastrico, senza il becco di un quattrino.


http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/924207/bari-sotto-inchiesta-i-vertici-bpb-accuse-rancorose-verifiche-rapide.html

http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/08/30/news/banche_il_caso_popolare_di_bari_fa_tremare_la_puglia_e_70mila_azionisti_indagati_i_vertici_-174188120/

http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/08/31/news/popolare_di_bari_azionisti_pronti_a_costituirsi_in_giudizio_per_la_banca_e_un_incubo_da_un_miliardo_di_euro-174251874/