Questa ex iena va “scandagliata”

Giustamente alcuni lettori mi segnalano che questo Dino Giarrusso (mal consigliato o perché sa bene cosa si fa in questi casi?) per difendere la sua professionalità e onorabilità in un Tribunale della Repubblica, pur siciliano e quindi si presume avveduto per quanto riguarda l’ambiente forense messinese, si era scelto, come professionista di fiducia, quel gran corruttore di giudici che è stato l’avvocato Giuseppe Calafiore. Chissà se un giorno il principe del foro tornerà ad essere un “seduttore” dando sostanza al detto che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Eppure tra lupi e iene non mi sembrava che scorresse buon sangue e in più non ritenevo che vivessero negli stessi territori di caccia. Rimane il mistero misterioso per cui questo personaggetto da avanspettacolo televisivo prestato a fare il saccente (ma come si permette da zero spaccato, scippatore alla collettività di ben 78.000 euro non si sa a quale titolo, di esprimersi sull’operato e sulla storia adamantina di Piera Aiello?) nel Circo Barnum di ciò che rimane della Politica Pentastellata, abbia scelto come avvocato proprio il catturato e poi condannato Calafiore. Un mistero quindi su cui varrebbe però la pena di incuriosirsi anche perché il Giarrusso tende a frequentare altri politici che attirano la nostra attenzione.  A cominciare da Pierpaolo Sileri. Che non è per intrighi e capacità chirurgica, figura minore. Se devo omaggiare la saggezza popolare di mia madre sarebbe arrivato il tempo di soffermarsi sul detto: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Per Dino Giarrusso e Pierpaolo Sileri.

Oreste Grani/Leo Rugens