Troppo dolore e poco piacere

Leggere il testo che segue e pensare che si tratta di un medico che lo ha scritto mi obbliga a pensare a che punto siamo arrivati e cosa di ulteriormente doloroso ci aspetta. Siamo di fronte a tempi caratterizzati anche da tempeste nel corpo (questo ci porta, tra l’altro, la pandemia) dove però dolore e piacere non rappresentano soltanto segnali biochimici di allerta e di benessere. Stiamo provando in molti dolore e solo pochi continuano a provare piacere. Alla lunga questa sperequazione (anche in questo!) potrebbe generare un conflitto sanguinoso. Il piacere infatti e il dolore (poco di uno, troppo dell’altro) non rappresentano soltanto delle categorie della psicofisica, pure sensazioni prive di elaborazioni e di complessi rimaneggiamenti. Ci aspetta, a pandemia finita (quando e se finirà), un lungo e tortuoso cammino che ci porterà, in milioni e milioni, a passare da ciò che piace e ciò che fa male, alle sovrastrutture emotive di quanto stiamo vivendo. I guai di una cattiva gestione del grande massacro non sono quindi solo i morti e i feriti e i danni economici, politici, sociali non saranno facili da quantizzare. Si sta per scavare un vallo tra alcuni ed altri. 

Oreste Grani/ Leo Rugens

greguccio – 7 hr. ago

Vedete la materia sanitaria è robba mia, la conosco non bene ma benissimo. Svolge varie funzioni. Salute (è quella meno importante oggi !!), riequilibrio del denaro di ogni tipo, preparazione armi biologiche, politica economica, ecc. Oggi la sanità è profondamente tecnologica ed è sempre più importante perchè essere umano vuole vivere molto più a lungo di una volta ed è disposto a tutto per questo. Il Vaticano è passato dalla fase di Giovanni Paolo II (a cui non interessava nulla della sanità specie in Italia) a quella di oggi. Durante la precedente fase Vaticana, la sanità religiosa ha accumulato tonnellate di debiti che non sono restituibili perchè enormi. Questo fu dovuto alla infiltrazione negli ospedali religiosi a vario livello di personaggi preposti proprio a fare debiti per opere anche inutili, strapagate. Parcheggi, università improbabili, ecc. Questo ha riguardato praticamente tutto ciò che è ospedalità religiosa privata, escluso forse il Bambino Gesù che però è a parte perchè è direttamente dipendente dalla Segreteria di Stato e che è pagato due volte per fare la stessa cosa (DRG e Concordato). Di fronte alla possibilità di perdere grandi capisaldi storici della spedalità privata religiosa (IDI, Villa San Pietro, Isola Tiberina, Gemelli, ecc), il Santo Padre pur se ammalato e con una ferita laparotomica fresca ha tuonato dalla finestra (ai suoi ovviamente) ed ha dettato seppure in ritardo la linea. Poi ha chiesto aiuto a chi ha i soldi e da qui è nata la Fondazione, perchè unico modo per arginare i debiti è ripagarli.
Però resta il nodo di base, che la gente stenta a capire. Il Gemelli quando nacque ebbe degli ideali e si fondò su questi. I soldi non sono gli ideali. Padre Gemelli ebbe degli importanti seguaci poveri ma ricchi di spirito che ci condussero il Gemelli fino agli anni 90 circa. Morti quelli e quelli come loro, siamo arrivati ad oggi. Il Santo Padre sa bene che si deve ripartire dagli ideali, ma la materia umana di oggi è quella che è. Quindi sarà difficile che abbia successo se non riparte dal ricreare una classe dirigente completamente nuova e ricca di idealità e principi ispirati al Vangelo di Gesù. E’ banale, ma è così. Detto da un vecchio medico. Credeteci. Napoleone che di guerre se ne intendeva diceva che il mondo era governato da due forze contrapposte, la spada e lo spirito e che nel breve termine vince sempre la spada ma nel lungo tempo prevale sempre lo spirito. Oggi la spada sono i piccioli.