Ci sono un kazako un ucraino e un inglese a San Marino…

Presenta le lettere credenziali davanti alla Reggenza nella contingenza storica più drammatica, quella della guerra, per il suo Paese, “vittima di un aggressore – dice – che sta devastando città e uccidendo civili per impedire all’Ucraina di essere uno stato indipendente, basato su principi e valori europei”. Il segretario agli Esteri Luca Beccari ricorda la posizione di San Marino, nella condanna alla violenza, nell’aver adottato per la prima volta strumenti per applicare le sanzioni UE, nel dispositivo messo in atto per l’accoglienza dei profughi. Per tutto questo, arriva il grazie – alle istituzioni come ai sammarinesi – di Yaroslav Melnyk
Plaude alla posizione di San Marino di fronte al conflitto, nell’ambito degli organismi internazionali, nelle decisioni interne sulle sanzioni, nell’accoglienza ai profughi ucraini anche il nuovo ambasciatore del Regno Unito, Edward Llewellyn of Steep OBE. Insieme allo stesso Segretario Beccari ricordano il nuovo slancio impresso alle relazioni bilaterali negli ultimi mesi: il memorandum d’intesa siglato a novembre con l’allora Ambasciatore Jill Morris, la visita in Repubblica del parlamentare Jeremy Hunt  e della ex premier Theresa May, la partecipazione della stessa Reggenza alla Cop26 a Glasgow e a Londra con incontri istituzionali ai vertici, in testa Boris Johnson. Rapporti consolidati e in accelerazione, con la proposta di un tavolo per nuove collaborazioni dall’ambito commerciale a quello della mobilità giovanile.
La collaborazione nel multilaterale, la volontà di dare slancio ai rapporti a livello sociale e culturale con la Repubblica del Kazakistan. Relazioni recenti, istituite nel 2004, ma già proficue, ricorda Beccari, che non manca di fare un richiamo al ruolo di mediazione della diplomazia internazionale per la pace. Presenta le credenziali l’ambasciatore Yerbolat Sembayev, che auspica di approfondire dialogo in ambito economico.

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Perbacco, che coincidenza, tre ambasciatori di tre paesi cardine del grande gioco si insediano nella antica e gloriosa Repubblica di San Marino che affettuosamente definisco la nostra Tortuga senza il mare ma con un aereoporto internazionale a disposizione in quel di Rimini.

Da quando so che gli ultimi governi italiani hanno sistematicamente snobbato ignorato (o fatto finta di) una nazione la cui popolazione è per metà italiana al punto di negarle le forniture di vaccini anticovid obbligando così ad assumere lo Sputnik, mi domando: che succede?

Innanzitutto dobbiamo al Gen. Figliuolo la fornitura delle seconde e terze dosi a fronte di un fallimentare prodotto russo – non sarebbe stato lo stesso bersi una bella vodka? – poi cos’altro?

Ho come la sensazione che se si è affidata al “Vanja tovarish” Scalfarotto la cura dei rapporti istituzionali, in realtà non si voleva che nessuno mettesse il naso nella repubblica, della quale ci si ricorda solo quando si ha bisogno delle sue banche per effettuare operazioni spericolate (leggasi criminali). Anzi, proprio per questa ragione tutti sono invitati a girare al largo, mi sovviene il sospetto.

Torniamo ai tre e alla coincidenza notevole: a dicembre Putin “invade” il Kazakhstan per ristabilire un ordine precario; a fine febbraio invade l’Ucraina; la Gran Bretagna o meglio, l’Inghilterra, è il forziere degli “oligarchi” (che termine del cazzo per definire uomini dei servizi predoni del proprio popolo) russi, ucraini e kazaki da ben prima che crollasse l’Unione Sovietica. Anche San Marino è il forziere di tanti delinquenti ora che ci penso.

Tutti sanno che Lavrov mantiene la sua seconda famiglia da quelle parti mentre è il console americano di Firenze a sovrintendere sugli sbilanciamenti dei nostri allegri pirati del Titano – T come Tortuga appunto – e in tutto questo il governo italiano che fa? Per fortuna ha insediato un ambasciatore esperto e per bene, a quanto pare, cui fa da contraltare quella bizzarra espressione che si chiama PAM, frequentata da troppa gente che strizza l’occhio a Mosca.

Stavo per dimenticami i cinesi, che sbadata, forse un po’ incazzati perché le loro belle antenne del 5G se le sono duvute ripiegare e portare a casa.

Marianne Beausejour

Nota. Pure un bell’uomo questo Rondelli, peccato non sia il suo genere; sarà all’altezza di questo bordello?

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