Il primato nella Rete ci spinge a continuare – sia pur stanchi – a trattare il tema dei Servizi Segreti e l’Intelligence culturale

Se uno è già il primo in Google, primo nello stanco Yahoo, primo nel meno importante Bing e da mesi raccoglie decine di migliaia di accessi sul tema dell’Intelligence e dei servizi segreti e, di questo primato, ieri gli indici crescono, in un solo giorno, del 238% che cosa vuole dire? Forse, che da quel lontano 23 luglio 2012 (quando fui costretto ad uscire dall’anonimato) avendo continuato ad immettere nella Rete informazioni, giudizi, ipotesi e denunce di gravi comportamenti, di persone e istituzioni, gli indici di affidabilità e i logaritmi preposti a vigilare che non tutti siano liberi di sparare cazzate, ci hanno premiato e continuano a proteggerci. A noi questo basta anche se non ci “rende” un centesimo. E solo il vostro Dio sa quanto viceversa ne avremmo avuto bisogno. Siamo primi ogni volta che un cittadino, legittimante curioso, si avvicina ad Internet e formula le più diverse domande attinenti al mondo dell’Intelligence e ai Servizi segreti. Per sapere come ci si candida, con quai requisiti si può eventualmente sperare di essere reclutati, e quanto si può guadagnare. Provate a formulare domande sulla materia e vediamo se ci stiamo vantando di ciò che non è. Grazie a tutti i lettori e a quelli di voi che – inconsapevolmente – stanno dando una mano ad indicizzare quanto volevamo che fosse di dominio pubblico dopo che, nemici della Repubblica, avevano tentato di metterci a tacere dopo quel già citato convegno del 23 marzo 2012. Si avvicina l’anniversario di quell’incontro di studio e di proposta e sin da ora vi segnaliamo che il 23 marzo 2016, metteremo in rete il video integrale e in particolare la trascrizione dell’intervento della dottoressa Emanuela Bambara (vedi che c’è un tempo per ogni cosa e ora è tempo di ricordare e documentare come è andata?) di quella giornata anche per dimostrare che, il sia pur intelligente Gian Carlo Elia Valori, con la sua Associazione per la Sicurezza Nazionale (vedi articolo in calce) sarebbe sempre arrivato buon secondo (cioè ultimo) rispetto al nostro “Guglielmo da Baskerville“, nome e omaggio decisi, anni prima, della scomparsa di Umberto Eco. Prima, molto prima.

Comunque la competizione intorno a questi temi delicatissimi se dovesse tornare ad essere intelligente e senza colpi bassi, nell’interesse superiore del Paese (che tanto ne avrebbe bisogno) siamo pronti nuovamente ad intraprenderla, ora che gli avvenimenti ci hanno dato incontrovertibilmente ragione e che la Provvidenza (o chi per lei) non ha voluto che cessassimo di esistere.

Oreste Grani e la Redazione


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